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2014-08-29
Nocciolino e “polpa di oliva” ad uso energetico

Nonostante il crollo del prezzo del petrolio e le crescenti difficoltà amministrative per ottenere le autorizzazioni necessarie alla realizzazione e funzionamento di impianti a biomassa/biogas per la produzione di energia rinnovabile (termica/elettrica), si ritiene questa una soluzione ancora molto interessante a cui destinare i sottoprodotti della lavorazione delle olive con il metodo DMF Leopard Pieralisi.

Questi sono essenzialmente costituiti dalla “polpa di oliva”, sansa e nocciolino, e rappresentano oltre 85% del prodotto lavorato (il rimanente è dato da olio extravergine di oliva). La loro disponibilità è però limitata nel tempo, essendo strettamente legata alla campagna olearia (Ottobre – metà Dicembre), ed alle problematiche di conservazione della “polpa di oliva” e sansa (cioè circa il 75% del prodotto lavorato). Tali sottoprodotti mostrano un tenore di umidità molto elevato (30-50% per la sansa e oltre il 70% per la “polpa di oliva”), che ne impedisce uno stoccaggio prolungato (prodotto facilmente fermentabile), a meno che non si disponga di aree coperte, o non si intenda procedere ad una sua parziale essiccazione.

Nell'ipotesi di sviluppo di una filiera bioenergetica locale (ancor più se materiale viene utilizzato dagli stessi frantoiani per le proprie esigenze aziendali) è da escludere l'invio di tali sottoprodotti a sansifici, localizzati fuori Regione, per il processo di essicazione e loro successivo ritorno in azienda, a causa della eccessiva incidenza dei costi legati ai trasporti.

Valida alternativa potrebbe essere quella di miscelare sansa e “polpa di oliva”, o adottare tecniche di lavorazione che riducono il tenore di umidità del sottoprodotto, o utilizzare caldaie di ultima generazione che riescono a sviluppare un ottimo rapporto, in termini di potere calorifico, anche con materiale più umido.

La crescente richiesta di biomassa da parte di impianti di energia rinnovabile ha finito con il creare un mercato per questi sottoprodotti, soprattutto in quelle Regioni a forte tradizione olivicola (v. Puglia), mentre ancora nella realtà marchigiana si è nella fase sperimentale, per cui i valori riportati nella Tabella sottostante sono da ritenersi puramente indicativi specie per sansa e “polpa di oliva”.

Tabella – Principali parametri tecnico-economici relativi a sottoprodotti oleari utilizzati a fini energetici

PARAMETRO

VALORE

Umidità sansa vergine processo tradizionale

30 - 50%

Umidità “polpa di oliva” da DMF Leopard

70 - 75%

Potere Calorifico Inferiore di polpa di oliva (kcal/kg s.s.)

3800

Potere Calorifico Inferiore di sansa (kcal/kg s.s.)

4300

Potere Calorifico Inferiore di nocciolino (kcal/kg s.s.)

4800

Contenuto energetico “polpa di oliva” [kcal/kg]

1610

Contenuto energetico sansa verg. trad. [kcal/kg]

3080

Contenuto energetico Inferiore di nocciolino(kcal/kg)

3800

Prezzo vendita “polpa di oliva”

10 – 15 €/t

Prezzo di vendita sansa vergine pr. trad.

30 - 40 €/t – 8,4 €/MWh

Prezzo di vendita nocciolino

150 - 170 €/t

 

Il nocciolino, costituisce la frazione a più alto contenuto in lignina dei sottoprodotti  oleari, in grado di sviluppare un elevato potere calorifico inferiore (PCI), che lo rende ideale come combustibile per caldaie agricole, domestiche, forni di panificazione, ecc. Di qui la sua notevole richiesta sul mercato con conseguente prezzo soddisfacenti (150-170 €/t).

Da tener presente che se nel sistema tradizionale occorre procedere ad un’apposita separazione del nocciolino dalla polpa, con il DMF Leopard Pieralisi tale operazione avviene in automatico, semplificando notevolmente le operazioni, riducendo i costi di lavorazione e soprattutto mettendo a disposizione dell’operatore una “polpa di oliva” (o sansa denocciolata) praticamente priva di legnina, ottima  per l’alimentazione del bestiame.

In conclusione si può affermare che gli scarti di lavorazione del frantoio sono sostanzialmente utilizzabili a fini energetici attraverso le seguenti forme:

  • Essiccazione e combustione della sansa vergine tal quale;
  • Separazione del nocciolino dalla polpa e successiva combustione,
  • Codigestione anaerobica della “polpa di oliva” (o sansa denocciolata) con produzione di biogas.