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2014-08-29
Utilizzo agronomico come ammendante di polpa oliva

Utilizzo agronomico come ammendante di polpa oliva

 

 

I principali sottoprodotti della lavorazione DMF Leopard Pieralisi sono costituiti da “polpa di oliva” (per 45%) e da sansa (per 30%) che rappresentano, specie per impianti di medie-grandi dimensioni, quantitativi cospicui di materiale a disposizione da smaltire e possibilmente valorizzare.

Il sistema più immediato di impiego di tali sostanze è dato dal loro utilizzo, tal quale, sul terreno agricolo, quale ammendante per colture erbacee ed arboree. Prove eseguite hanno dimostrato ottimi riscontri in termini di sviluppo vegetativo della pianta e dei relativi frutti (soprattutto  in vigneti ed oliveti), data l’elevata sostanza organica a lento rilascio contenuta in questi e per contro la penuria di humus riscontrata in gran parte dei nostri terreni.

I principali elementi di debolezza attualmente vigenti per una sua maggiore diffusione sono costituiti da:

  • bassa redditività di questo metodo di smaltimento, con conseguente ricerca da parte dei frantoi di soluzioni alternative economicamente più valide (in primo luogo utilizzo energetico)
  • dislocazione territoriale dei frantoi non sempre contigui ai terreni di ricevimento
  • forte stagionalità nella produzione dei suddetti sottoprodotti (reperibili essenzialmente nel periodo Ottobre-Gennaio)
  • vincoli normativi vigenti nella distribuzione sul suolo di tali sottoprodotti nel periodo della loro disponibilità (in particolare quelli fissati dalla condizionalità PAC)
  • necessità di definire accordi che siano soddisfacenti per le varie parti in causa
  • adempimenti burocratici richiesti ai fini della distribuzione, specie in aree ambientali sensibili o ZVN

 

Per superare in parte queste problematiche e valorizzare nel contempo il sottoprodotto, si punta da parte dei frantoiani ad elaborare un compost naturale, ad uso agronomico ma anche vivaistico, utilizzando:

  1. sansa vergine e “polpa di oliva” (in percentuale di 70%), avente umidità variabile da 40 % a  75%, palabile, stoccata in ambiente confinato e privo di contaminazione;
  2. residui legnosi o vegetali (per il restante 30%), quali: potatura di alberi di olivo o altre specie da frutto; scarti della silvicoltura; residui della lavorazione del legno non trattato (segatura, trucioli, cortecce di legno); scarti o rifiuti vegetali derivanti da attività agro-industriali o da mercati ortofrutticoli 

La produzione del suddetto compost avviene attraverso le seguenti fasi:

  1. fase iniziale di pretrattamento, dove i materiali in ingresso (in primo luogo sansa e “polpa di oliva”) vengano opportunamente miscelate fra di loro, al fine di: correggere il rapporto C/N di partenza; fornire una opportuna matrice porosa alla miscela; ridurre l'umidità della miscela;
  2. fase di stoccaggio della miscela derivata, in platea coperta o in contenitori del tipo big bags (sacconi in polipropilene) o  bins (contenitori in polietilene forati), dove l'aria, diffondendosi in modo naturale, favorisce il processo di maturazione (avente durata di circa 80 giorni), con temperature che non superano i valori di 50-55°C;
  3. fase di raffinazione del substrato, al fine di: ridurre la granulometria delle masse; rendere disponibili le particelle organiche non ancora decomposte; ridurre i volumi (anche di circa il 50%);
  4. fase di maturazione finale, dove il materiale può permanere in platea o  nei contenitori per altri 30 giorni, raggiungendo temperature anche superiori a 55°C, così da completare la fase di igienizzazione ed avere un compost stabile nel tempo. Alla fine del processo, il materiale è pronto essere posto in appositi contenitori ai fini della successiva commercializzazione.