Questo sito utilizza i cookies per offrirti una migliore esperienza di navigazione sul sito. Continuando a navigare accetti l’utilizzo dei cookies. Scopri di più

x
Seguici su
2014-08-29
Olive e cosmesi

Negli ultimi decenni i contenuti fenolici dell'olio extra vergine d'oliva vengono sempre più associati al concetto di protezione della salute umana contro i danni provocati dagli ossidanti, in particolare al sistema cardiovascolare. Gli impianti di molitura attualmente disponibili recuperano nell’olio solo il 2-3 % dei fenoli  presenti del frutto, finendo il rimanente negli scarti spesso dispersi nell’ambiente.

Il sistema DMF Leopard, riducendo al massimo il contatto con l'ossigeno durante il processo di frangitura, consente di implementare la presenza di questi biofenoli nella “polpa di oliva”. Di qui l'interesse crescente nei confronti del recupero del suddetto sottoprodotto a livello cosmetico e nutraceutico, come antiossidante. Le sue principali caratteristiche sono costituite da:

  • notevole omogeneità del prodotto,  che contiene al suo interno sia le acque che la polpa quasi disoleata, con rimozione pressoché completa della parte legnosa;
  • presenza di un’elevata concentrazione di molecole fenoliche bioattive (principalmente di verbascoside, idrossitirosolo e secoiridoidi) tipiche dell’olio extravergine di oliva, non riscontrate in altri sistemi di lavorazione delle olive conferite alla molitura.

Vari sono i fattori che possono influenzare il contenuto dei composti fenolici nella “polpa di olive”, quali:

1        grado di variabilità del sottoprodotto ottenuto nelle diverse campagne olearie e/o tra gli stessi lotti di olive;

2        effetti di un suo stoccaggio prolungato (2-3 mesi), a temperature fra 10 e 15 °C, in contenitori chiusi, non esposti a luce ed ossigeno. In tali circostanze si evidenzia una forte riduzione dei derivati di oleoropeina e per contro un aumento di tirosolo e idrossitirosolo, seppure in assenza di processi di fermentazione (odore del sottoprodotto rimane inalterato);

3        effetto dei trattamenti termici dovuti all'essiccamento (perdita di circa 80 % di acqua), anche se i test eseguiti in laboratorio dimostrano che la quantità di fenoli rimane praticamente inalterata;

4        stabilità nel tempo del prodotto essiccato (sotto forma di polvere omogenea), conservato in contenitore chiuso a temperatura ambiente per diversi mesi.

Da una serie di test condotti dall’Università di Firenze, per valutare gli effetti di alcuni estratti di “polpa di oliva” su cellule di fibroblasti umani, emerge:

  • riduzione significativa del numero di cellule senescenti;
  • riduzione significativa dei fattori bloccanti il ciclo cellulare associato alla  senescenza (come la proteina p53 acetilata e la proteina pl6);
  • riduzione significativa dell'acetilazione degli istoni, associata alla senescenza e legata a modifiche dell'espressione genica.

Di qui l’importanza di utilizzare questo sottoprodotto, in forma liquida e/o essiccata, in ambito cosmetico o del benessere fisico, mantenendone il più possibile inalterate le sue proprietà intrinseche. Non necessario pertanto procedere ad eccessive manipolazioni del patè (evitare comunque di ricorrere a trattamenti con solventi o processi chimici) anche per mantenerlo economicamente sostenibile.

Ottimale sarebbe privarlo semplicemente dell'olio residuo, mediante un rapido trattamento con esano e successiva essiccazione, in quanto di per se già idoneo alla produzione di integratori o loro componenti per uso umano.