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2014-08-29
Utilizzo di sottoprodotti della filiera olivicola-olearia in zootecnia

Con la perdurante crisi del settore zootecnico, derivata essenzialmente dai costi crescenti a fronte di ricavi costanti (se non in calo), l’impiego di sottoprodotti finisce per rappresentare una necessità a livello imprenditoriale, ai fini del mantenimento del reddito.

E’ questa una operazione, del resto, utile anche per quanti producono tali sottoprodotti, che si vedono così liberati del problema relativo al loro smaltimento (spesso, dati i notevoli quantitativi e le implicazioni ambientali, di difficile soluzione e comunque a costi non marginali).

L’utilizzo di certi sottoprodotti in campo zootecnico presenta pertanto vantaggi comuni in termini di:

a)     conferimento di valore aggiunto sia a questi, che al prodotto finale derivato;

b)    disponibilità di sostanze nutritive a costo basso (se non quando zero);

c)     effetti positivi sull’ambiente, a seguito del loro riutilizzo e non smaltimento in discarica, o inceneritore, o distribuzione sul suolo.

Controindicazioni possono essere date da:

1)    presenza di residui nocivi delle lavorazioni (vedi fitofarmaci e metalli pesanti);

2)    presenza di elementi (come elevato contenuto di fibre) che possono causare disordini metabolici negli animali (quali perdita di appetito);

3)    disponibilità dei sottoprodotti  (liquidi e/o solidi) solo in alcuni periodi dell’anno;

4)    deperibilità di questi, che impone una loro tempestiva conservazione o trattamento (disidratazione, essicazione);

5)    scarsa conoscenza del loro valore nutrizionale ed energetico da parte degli operatori del settore;

6)    notevole variabilità delle loro componenti, in funzione del materiali di partenza e del tipo di processo a cui applicati.

Per superare alcuni degli inconvenienti sopra richiamati possono essere impiegate  tecnologie innovative, che consentono di trasformare tali “scarti” in nuovi prodotti ad elevato valore nutrizionale.

Tra i sottoprodotti della lavorazione agroindustriale di maggiore interesse zootecnico vi è la “polpa di oliva” e/o sansa derivata dalla trasformazione delle olive da parte del frantoi.

Per le loro peculiarità, le sanse hanno da sempre suscitato l’interesse degli allevatori, nonostante la limitata digeribilità, a causa dell’elevato contenuto di lignina in esse presenti, determinato dalla presenza del nocciolino. Il nuovo sistema di estrazione dell’olio DMF Leopard Pieralisi comporta una separazione diretta del nocciolino nel decanter, con conseguente riduzione del livello della fibra nella “polpa di olive” (in particolare tenore di lignina lignina passa dal 25 - 30% sulla sostanza secca dei precedenti sistemi a circa il 3-6%). Un prodotto simile (ricco di lipidi, con un limitato livello di lignina ed elevato valore nutritivo) è da considerare ideale per l’alimentazione dei ruminanti.

Al riguardo sono state condotte numerose prove su ovini, in stretta collaborazione tra mondo scientifico (quali Università di Perugia),  aziende zootecniche, frantoi ed industrie di essiccazione dei foraggi, per:

a)     la messa a punto delle formulazioni dei mangimi a base di “polpa di oliva”;

b)    valutazione di performance produttive, dello stato sanitario degli animali, della caratterizzazione della carne, latte e formaggio derivati.

Nell’ambito della sperimentazione la “polpa di oliva” (tal quale od essiccata) è stata miscelata con fieno di medica, al fine di renderla facilmente assimilabile dagli ovini da carne e latte. Il prodotto così ottenuto presenta dal punto di vista della composizione chimica:

  • un contenuto in lipidi ed in proteina grezza che oscilla dal 6% al 12% su sostanza secca, in funzione della percentuale di fieno utilizzata;
  • un contenuto in Ndf (fibra neutro detersa o carboidrati strutturali) che varia dal 48% al 52%, in funzione delle caratteristiche della “ polpa di oliva” e del fieno impiegati;
  • un contenuto di lignina che va dal 3 al 6%, in funzione del residuo di nocciolino presente nella “polpa” di origine.

Gli animali sottoposti a prova non hanno presentato cali produttivi rispetto agli animali di controllo, né sono insorti disturbi collaterali (soprattutto a livello intestinale), ed inoltre i prodotti derivati (carne, latte, formaggi,) sono risultati ricchi di fenoli (ottimi antiossidanti naturali per organismo umano) e dal sapore caratteristico.