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2014-12-29
POLPA DI OLIVA E SUBSTRATO VIVAISTICO

 

L’utilizzo di “polpa di oliva” e sansa, sotto forma di compost, come materiale per substrati vivaistici risponde alle esigenze di:

  • frantoiano, interessato a valorizzare un sottoprodotto della molitura delle olive, ricco di nutrienti minerali e di sostanza organica stabilizzata, altrimenti destinato ad essere smaltito tal quale sul terreno, quale ammendante agronomico, ad un prezzo irrisorio (praticamente copertura dei costi di trasporto);
  • vivaista, impegnato a trovare soluzioni alternative all’utilizzo della torba nei propri processi produttivi, in quanto materiale sempre più costoso e soggetto a crescenti limitazioni da parte della Comunità Europea e dello stesso mercato (sussistono già distributori, specie del Nord Europa, che chiedono piante vivaistiche “torba free”).

Numerose sono le iniziative di ricerca e sperimentazione (alcune in corso anche presso frantoi ed imprese vivaistiche della Regione Marche) intraprese dal mondo scientifico (Università di Perugia, Bari, CRA di Pescara) ed imprenditoriale (in primo luogo Gruppo Pieralisi), al fine di elaborare un compost a base di “polpa di oliva” e sansa valido come substrato vivaistico (in particolare per piante ornamentali da esterno, in quanto sono le  specie dove maggiormente si utilizza torba).

Si è puntato a sviluppare processi di compostaggio di semplice realizzazione ed a costi contenuti, in modo da poter essere adottati dai piccoli e medi frantoi (costituiscono la quasi totalità degli impianti regionali e nazionali). Per la loro attivazione occorre semplicemente la disponibilità di:

  • una platea non percolante, di dimensioni adeguate alla quantità dei residui da trattare;
  • un rivoltatore di cumulo (trainato da trattore), che dovrebbe intervenire all’interno della platea almeno 2 volte la settimana nella fase iniziale termofila, e successivamente una volta alla settimana, fino al termine del processo di maturazione del compost (3-4 mesi);
  • acqua, in quantità sufficiente a compensare l’evaporazione provocata dalla maturazione biologica della biomassa;
  • una copertura fissa (tunnel) o mobile (teli impermeabili all’acqua piovana, ma permeabili all’aria, da collocare sul cumulo), al fine di evitare lisciviazioni indesiderate dovute alle precipitazioni.

I materiali da utilizzare nel compost sono costituiti essenzialmente da sansa e “polpa di oliva” (previamente denocciolata),  a cui aggiungere una certa quantità di additivi organici igroscopici, facilmente reperibili in loco (come paglia, foglie e rametti recuperati dal lavaggio delle olive in frantoio, residui di potatura, ecc.).

Tale materiale, opportunamente miscelato, viene posto su platea per un breve periodo di stoccaggio statico in condizioni aerobiche (per favorire ossigenazione, e quindi processo di fermentazione, si procede a periodico rivoltamento del cumulo). Dopo 3-4 mesi il compost si presenta stabile e dotato di idonei valori per essere impiegato in campo agronomico. 

Le prove condotte su piante ornamentali da esterno (quali viburno, alloro, nespolo, nocciolo, pitosforo, ecc.) hanno riguardato percentuali differenti (30%, 50% e 70%) del suddetto compost miscelato con torba ordinariamente utilizzata dai vivaisti.

Fermo restando tutte le altre condizioni colturali (concimazione, irrigazione, interventi fitosanitari, ecc.), si è notato uno sviluppo nelle piante oggetto di prova delle varie specie sostanzialmente simile a quello delle piante trattate con terriccio convenzionale. Si può anzi affermare che, in miscele fino a 50% di compost a base di “polpa di oliva”, l’apparato radicale di certe specie (come Viburno e Pittosforo) si presenta più rigoglioso e sano rispetto a quello del terriccio ordinario. Minori risultati, in termini qualitativi, si riscontrano invece con percentuali superiori al 50% di compost.

Considerato il volume di materiale utilizzato dai vivaisti nei diversi cicli produttivi annuali, l’impiego di tale compost potrebbe costituire un indubbio vantaggio:

  • a livello economico per frantoiani e vivaisti. Al riguardo è sufficiente considerare per: i vivaisti un prezzo di acquisto del compost ipotizzato a 20 €/q.le contro i 50 €/q.le degli attuali terricci a base torba; i frantoiani un prezzo di vendita di 20 €/q.le del compost rispetto a circa 1 €/q.le attualmente percepito per lo smaltimento di “polpa di oliva” tal quale sul suolo come ammendante;
  • a livello ambientale, considerata la sostituzione, seppure parziale,  della torba (sostanza naturale limitata), con “polpa di oliva” e sansa (sottoprodotto della lavorazione delle olive annualmente rinnovabile)